Testimonianza
di Tullio Diamanti
Cara Francesca,
già a suo tempo parlai con Alba, purtroppo parecchio tempo dopo che Ludovico era deceduto. È proprio vero che il grande Dio chiama a sé i giusti prima del tempo. Con Ludovico non ci sentivamo ormai da anni ma la sua figura mi era sempre rimasta nel cuore. È strano come nella vita in alcuni rarissimi casi si incontra una persona illuminata.
Eravamo giovani, molto giovani; il tempo e le vicende successive, gli incontri e le grandi difficoltà incontrate hanno manifestato, almeno per me, quanto grande, buono e straordinario fosse Ludovico.
Prima non me ne rendevo conto, poi piano piano quell’uomo curioso, iperattivo, attento ai problemi di chiunque mi sbalordiva nella sua semplicità, nella sua onestà e nella sicurezza delle sue decisioni.
Decisioni fondate sull’amore per l’antico, sull’amore per la gente, su di un sogno di cultura e di solidarietà che non ho potuto rincontrare negli anni dopo.
Ora ho 57 anni, all’epoca ne avevo 19, 20... era un periodo difficile e stupendo allo stesso tempo.
Ludovico era un punto di riferimento curioso.
Era come il fratello maggiore che ti indicava con severità ed affetto la via. Mi ricordo un periodo di grande angoscia per la malattia mortale di mia madre, Ludovico fu presente più di chiunque e certo non era un problema suo. Che debbo dire?
Lui ci aveva prospettato un mondo migliore.
Speriamo che lui sia lì ad aspettarci e speriamo di poterlo vivere insieme.
(Stai “manzo” Ludovico!)
Un abbraccio