Ciao Ludovico
di Massimo Cicero
Pensare a Ludovico è emozionarsi... pensare a Ludovico è pensare a un inconsapevole (per lui) compagno della mia vita, della mia crescita... ripensare alla mia storia... da quel giorno in cui neanche diciottenne, grazie a quel volantino nella mia scuola, conobbi il GAR... entrai in Via Tacito... e poi la frequenza dei corsi in quell’ultima gelida, ma bella stanza a sinistra... i corsi sugli Etruschi, sui Divini Pelasgi, sulla prima Roma, il suo racconto, il suo far vivere quel passato con gli occhi di un bambino innamorato delle sue tradizioni, della sua terra, di questa nostra patria.
Trasmettere quelle emozioni con quelle parole vive e farti innamorare al punto che non lascerai più quella strada, quella via, quel popolo.
Crescere insieme... fuggire poi dall’Università alle 17:30 e correre sul muro Torto verso Via Tacito perché alle 18-18:30 (non ricordo esattamente) iniziava la lezione di Ludovico... vivere perché quella settimana passasse in fretta per riprendere il filo del tempo attraverso le sue emozioni.
Ho sbobinato non so quante cassette delle sue lezioni... quei quaderni sono ancora lì pieni di lui e delle sue emozioni... e fanno parte integrante della mia vita.
Grazie Vico, grazie maestro di vita.