Testimonianza

di Loredana Mangianti, Marina Mangianti e Antonella Riccardi

È difficile pensare a lui senza commuoversi, ma è anche difficile “raccontarlo”... Ludovico!

Con la camicia verde militare e gli occhiali tenuti fermi da un elastico, pure verde. Così lo ricordiamo! Forse d’aspetto burbero ma tanto sorridente... Con un’aria di canzone sempre in bocca, ma quale canzone era? Autorevole, mai autoritario. La sua autorevolezza era il suo carisma: lui ci faceva fare tutto, guidare Ford Transit senza avere il libretto di circolazione, tenere lezioni di archeologia su argomenti appena conosciuti, spiegare ai danesi Piazza Navona in un inglese scolastico, andare in ricognizione per cercare... cosa? Eppure lo facevamo, tutti, con entusiasmo e convinzione. Ludovico l’aveva detto: come metterlo in dubbio?

E così, quando all’ultimo incontro di noi, “figli” di Ludovico, abbiamo sentito la registrazione con la sua voce, un silenzio rumoroso di battiti di cuore accelerati e di pensieri rimuginanti è sceso nella sala. Ma era come se Ludovico l’avessimo visto il pomeriggio prima.

Questo le “bertucce” ricordano di lui e questo ci tengono a dire:

Quegli anni trascorsi insieme sono, ormai, un passato remoto, ma quanto prossimo è questo passato in questo momento, fatto di tante sensazioni, tante emozioni, difficile da far comprendere. Perché Ludovico è dentro di noi, oggi come ieri, anche dopo quasi 15 anni. E questo, lo crediamo fermamente, e non vogliamo essere retoriche, non è solo un RICORDO.