Testimonianza
di Gloria Marinucci
Ricordare un episodio, ovvero sceglierne uno tra i molti, moltissimi, che hanno lasciato il loro segno in me è quasi impossibile, perché è TUTTA la figura di Ludovico ad essere sempre viva e presente in me, a volte suscitando più di un tocco di nostalgia, a volte facendo sgorgare dal mio cuore una risata al ricordo di momenti spensierati e comici... con appena un sottile velo di tristezza.
Ho visto nascere il GAR e l’ho visto mutare nel tempo (nello spazio no, è sempre stato nella vecchia, cara sede di Via Tacito, fino alla sua dipartita) e con lui sono cresciuta e cambiata anch’io, ma sempre con Vico ed il Gruppo nel mio cuore, anche quando varie vicissitudini della mia vita me ne hanno tenuto lontano.
È intessuto nella mia storia e mi è difficile estrarre un filo da questa mia trama. Non amo parlare delle cose a me più care perché si disperdono ma questa volta, per la sua memoria, faccio un’eccezione.
Sono due i momenti più significativi che ho vissuto con lui ed oggi mi accorgo che sono un’alfa ed un’omega.
Anni ‘60. Un tramonto splendido in colori ed atmosfera sulla Civita di Tarquinia; io e Vico torniamo da una breve ricognizione. Ad un tratto lui si ferma e si volta verso il sole e così faccio anche io poiché amo particolarmente l’alba ed il tramonto. Stiamo così, a contemplare in silenzio questo spettacolo magico ed all’improvviso veniamo rapiti al di là di questo momento temporale e proiettati nel passato e poi nell’infinito.
Pochi minuti, poi, calato del tutto il sole, si gira per riprendere il cammino; non dimenticherò mai il suo volto ed il suo sguardo, il suo sorriso di piena beatitudine per aver vissuto un attimo di eternità.
Anno 1991. Sto per congedarmi dal GAR; le mie seconde nozze sono imminenti e con esse il mio trasferimento a Viterbo. Sono andata a salutare Vico in biblioteca; era cambiato molto negli ultimi mesi, sentivo che era già incamminato verso ricognizioni in altre dimensioni.
Si complimenta per la mia scelta ed io, col magone dentro, gli auguro nuovi successi; alza gli occhi lentamente e mi guarda sorridendo appena di un sorriso “pirandelliano” e mi trasmette la sua consapevolezza del vicino trapasso.
Ho un brivido ed un’onda di pianto mi sgorga dal cuore e si ferma nei miei occhi... come ora, mentre scrivo.
Unico ed inimitabile Vico, grazie!