In memoria di Ludovico Magrini

di Giuseppe Magrini

Ricordi o Vico
nel dopoguerra
i nostri giochi
sul terrazzo
di via XX settembre?

Ciclone e Mandrake
i nostri fumetti.

Con noi Renato ed Eugenio
e gli altri più piccoli.

Già da allora la tua
fulgida intelligenza
ti guidava,
ti indicava la via.

Eri il nostro capo:
tu prendevi le decisioni
e noi gregari appresso,
contenti nel farlo.
Sicuri nel farlo.

Già da allora
il tuo amore per la scoperta,
il tuo amore per la conoscenza,
il tuo amore per la logica,
il tuo amore per l’arte,
il tuo amore per gli uomini,
aveva configurato,
precocemente,
la tua molteplice
personalità.

Scienziato sin
dall’adolescenza,
assetato di sapere,
un sapere da distribuire
agli altri,
non egoistico,
non dogmatico,
non cattedratico.

Un sapere che ti ha
fatto scontrare,
con gli ottusi,
con i burocrati,
con i politici,
con gli stupidi,
con i presuntuosi,
con i falsi profeti
della falsa cultura.

Ne sei uscito,
ogni volta,
candido vincitore.

Ti ricorderò sempre,
Ludovico,
come uomo libero.

Con affetto
Giuseppe Magrini