Testimonianza

di Federica Zabotti

Ho cercato, tra i miei pensieri, un’immagine o un ricordo nitido di Ludovico e ho invece trovato una valanga di sensazioni.

Ero poco più di una ragazzina e quella figura, per me enorme, di omone barbuto, mi suscitava un timore reverenziale. Mi piace ripensarlo ancora in quei pomeriggi afosi di Tolfa dove noi, “pischelli” un po’ spauriti, stanchi e puzzolenti, provenienti dai posti più impensati e profondi d’Italia, assistevamo alle sue lezioni… meravigliose! Io e Laura venivamo dalla nebbiosa Mestre e ci piacevano e stupivano queste lunghe storie di Etruschi e di Romani, narrate in un modo a noi sconosciuto.

A distanza di anni conservo ancora, in qualche angolo della mia piccola ed infinita casa, gli appunti presi con la coscienza di partecipare ad un progetto importante seppure all’epoca me ne sfuggiva il significato ed il profondo condizionamento che quei giorni avrebbero avuto nella mia vita.

I miei rapporti con lui sono sempre stati “mediati” da qualcuno di voi, da qualcuno più “grande”, e di questo ho un po’ il rimpianto.

Mi resta una scelta, la scelta di questo lavoro che tento di svolgere con la massima onestà intellettuale, ma soprattutto con la passione che ho respirato in quei giorni non solo grazie a Ludovico, ma anche a tutti voi.

Un Bacio. A presto