La beffa

da GAR Ricerche, agosto 1971

La storia cominciò un pomeriggio di primavera, quando uno dei nostri riportò in sede materiale ceramico del VI-IV secolo, che chiunque avrebbe giudicato proveniente da una fossa votiva di Veio o di Cerveteri. Invece era stato trovato in uno scarico di terra di riporto a Centocelle.

Andiamo in parecchi a controllare e ritorniamo con un “bottino” ancor più pingue.

Non c’è dubbio: in qualche cantiere edile della zona si sta allegramente massacrando una favissa.

Il solerte cittadino “garista” telefona alla Soprintendenza competente: Centocelle? appartiene all’ispettrice Tal dei Tali, che però è distaccata presso un’altra Soprintendenza.

Proviamo all’altra Soprintendenza. Non risponde anima viva.

Bell’e capito: si telefona al Nucleo TPA.

Dopo un’ora siamo insieme sulla zona. Si recupera altro materiale. Il tutto viene preso in consegna in consegna dai CC.

Intanto è scesa la sera e non è possibile indagare sulla provenienza dei reperti. Appuntamento per l’indomani.

Il mattino seguente, elementi del GAR e Carabinieri sono sullo scarico. Si attende il camion che trasporta la terra. Ma non arriva.

Si indaga a11ora tra i cantieri della zona e in breve si individua quello incriminato. Il lavoro dell’escavatrice era terminato il giorno precedente, ma l’area di provenienza del materiale è ben visibile.

Si torna al Nucleo per fornire gli ultimi particolari e dal Nucleo un ufficiale rintraccia telefonicamente la famosa ispettrice Tal dei Tali. È la solita ex studentessa diligentissima che esercita l’archeologia militante spostandosi dalla sedia della Soprintendenza a quella della Biblioteca di Palazzo Venezia. La cosa l’emoziona.

Chi ha fatto la scoperta? domanda. Il GAR!

La notizia le fa lo stesso effetto che un reverendo proverebbe a ritrovarsi Satanasso in confessionale. In ogni caso, bisogna controllare.

E comincia un lungo andirivieni di ispezioni e contro-ispezioni, fra l’indifferenza degli operai del cantiere che continuano imperterriti a preparare le colate di cemento.

Non c’è niente! sentenzia la Tal dei Tali. E i garisti e i Carabinieri giù a raccogliere prove su prove.

È una beffa! esclama dinanzi al materiale e i garisti e i Carabinieri giù a ritrovare stratigrafie e concentramenti di reperti fra le buche predisposte per i plinti.

Questo materiale è stato raccolto a Cerveteri e disseminato a Centocelle da questi imbroglioni! L’ufficiale CC che l’accompagna si china a raccogliere cocci su cocci.

Li hanno seminati dappertutto! conclude la solerte ispettrice.

Qualche giorno fa siamo ritornati a Centocelle. Le colonne di cemento sono venute su come funghi. I cocci sono rimasti sotto. Quei cocci portati da Cerveteri e disseminati in una fossa votiva di Centocelle da qualche garista mattacchione del VI-IV sec. a.C.

Ludovico Magrini


Recuperato alla memoria da Stefano Vannozzi.